FISIO 2000 https://www.fisio2000.it Ricerca e tecnologia applicata alla riabilitazione Tue, 04 Mar 2025 08:04:02 +0000 it-IT hourly 1 La Terapia Manuale: informazioni utili per una maggiore consapevolezza nella scelta del fisioterapista https://www.fisio2000.it/la-terapia-manuale-informazioni-utili-per-una-maggiore-consapevolezza-nella-scelta-del-fisioterapista https://www.fisio2000.it/la-terapia-manuale-informazioni-utili-per-una-maggiore-consapevolezza-nella-scelta-del-fisioterapista#comments Thu, 16 Mar 2017 09:12:34 +0000 http://www.fisio2000.it/?p=1172 Sempre più spesso si sente parlare di "Terapia Manuale", "Manipolazioni" e "Terapisti Manuali", ma cos'è realmente questa disciplina? E quali sono i professionisti abilitati per poterla praticare?

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La terapia manuale è stata definita in vari modi sin dalle sue origini e le definizioni hanno sicuramente subito l’influenza delle diverse scuole di pensiero da cui è stata praticata.
Su internet o su altri canali di comunicazione, la definizione di Terapia Manuale è spesso imprecisa e approssimativa, includendo tutto ciò che può essere praticato con le mani, la terapia cranio-sacrale, l’osteopatia, la chiropratica, il massaggio, le manipolazioni, le mobilizzazioni ecc… ed è quindi erroneamente accostata a figure professionali come l’osteopata, il massaggiatore o il chiropratico.

A fare chiarezza è invece la federazione internazionale che rappresenta i Fisioterapisti Manipolativi Ortopedici ed è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: “La Terapia Manuale Ortopedica” è una specializzazione della Fisioterapia per il trattamento delle patologie neuro-muscolo-scheletriche, basata sul ragionamento clinico e che utilizza approcci di trattamento altamente specifici che includono tecniche manuali e gli esercizi terapeutici”.
[Fonte: International Federation of Orthopaedic Manipulative Physical Therapists (IFOMPT – definizione generale approvata all’unanimità a Cape Town nel 2004)]

La Federazione, quindi, fornisce una definizione di Terapia Manuale molto precisa e, includendola nel novero delle specializzazioni a cui possono accedere solo i Fisioterapisti, la esclude già da ogni altra tecnica che viene praticata da chi non possiede la laurea in Fisioterapia o equivalente titolo abilitante.
Ma non basta, l’IFOMPT, infatti, precisa: “La Terapia Manuale Ortopedica comprende ed è guidata dalle prove di efficacia cliniche scientifiche disponibili e dalla struttura bio-psico-sociale di ogni singolo paziente”.

La Terapia Manuale è quindi una disciplina che, appartenendo alla fisioterapia, segue i princìpi della medicina tradizionale, collocandosi in maniera chiara ed inequivocabile all’interno del panorama sanitario. Per questi motivi non può quindi essere confusa con quelle discipline come l’osteopatia, la chiropratica, l’agopuntura, la medicina tradizionale cinese o la medicina ayurvedica che rientrano invece nel calderone assai pubblicizzato della medicina non convenzionale o medicina complementare e alternativa, priva di prove di efficacia secondo quanto stabilito dall’OMS.

In Italia il titolo di OMPT (Orthopaedic Manipulative Physical Therapist) è rilasciato dopo aver conseguito un percorso di formazione avanzata post-laurea di tipo specialistico nel campo della riabilitazione dei disturbi muscoloscheletrici e della terapia manuale attraverso un Master Universitario.
Nel nostro Paese, ad oggi, gli unici percorsi formativi in Terapia Manuale riconosciuti della Federazione Internazionale dei Fisioterapisti Manipolativi Ortopedici (IFOMPT) e che abilitano al titolo di OMPT, sono il Master in Riabilitazione dei Disordini Muscolo-Scheletrici dell’Università di Genova (Campus di Savona) e il Master in Terapia Manuale e Riabilitazione Muscoloscheletrica dell’Università di Padova. L’ateneo di Roma Tor Vergata è invece in fase di accreditamento per l’istituzione del Master in Terapia Manuale Applicata alla Fisioterapia.
Ognuno di questi percorsi universitari deve rispettare gli elevati standard formativi imposti dall’IFOMPT attraverso l’accreditamento iniziale e il processo di monitoraggio internazionale periodico; l’Università degli Studi di Genova (presso il Campus di Savona) ha attivato per prima in Italia la formazione post-laurea nell’ambito della Terapia mMnuale ed ha specializzato ad oggi più di 600 fisioterapisti in tutta Italia.

Pertanto rilanciamo l’invito del Gruppo di Terapia Manuale (GTM), l’associazione che tutela e rappresenta i Terapisti Manipolativi Ortopedici in Italia, nel prestare attenzione verso quei corsi che si propongono come aderenti agli standard formativi dell’IFOMPT, senza essere stati sottoposti a nessun controllo normativo e qualitativo.

Dott. Mag. OMPT Antonello Viceconti
Fisioterapista
Fisioterapista Manipolativo Ortopedico

Assistente alla Didattica – Master Universitario in Riabilitazione dei Disordini Muscolo-Scheltrici
Università degli Studi di Genova – Campus di Savona

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Pratiche a rischio di inappropriatezza in ambito fisioterapico https://www.fisio2000.it/pratiche-a-rischio-di-inappropriatezza-in-ambito-fisioterapico https://www.fisio2000.it/pratiche-a-rischio-di-inappropriatezza-in-ambito-fisioterapico#comments Fri, 28 Oct 2016 11:43:53 +0000 http://www.fisio2000.it/?p=1153 Slow Medicine e l'Associazione Italiana dei Fisioterapisti lanciano un'iniziativa sull'utilizzo di terapie inefficaci

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Quante volte ci capita di leggere prescrizioni in cui sono indicate le “famose” 10 sedute di ultrasuoni o di trazioni vertebrali?
Come mai, soprattutto in alcune condizioni cliniche dove la crescente letteratura scientifica ha dimostrato la loro inefficacia?
Per dare risposta a questi quesiti e per favorire il dialogo tra pazienti e professionisti sanitari nel prendere decisioni terapeutiche trasparenti, consapevoli e condivise, Slow Medicine ha promosso il progetto “FARE DI PIÙ NON SIGNIFICA FARE MEGLIO – CHOOSING WISELY ITALY” (clicca qui per accedere al sito dedicato al progetto).
Esami diagnostici, trattamenti e procedure a rischio di inappropriatezza sono le tematiche affrontate.
Il progetto si basa sull’assunzione di responsabilità dei medici e degli altri professionisti sanitari nelle scelte di cura e sulla partecipazione dei pazienti e dei cittadini e viene attuato attraverso le raccomandazioni di Società Scientifiche e Associazioni Professionali italiane come l’Associazione Italiana dei Fisioterapisti che ha portato il suo contributo in merito alle conoscenze scientifiche disponibili in campo riabilitativo.
Slow Medicine ha prodotto quindi una lista di procedure e tecniche riabilitative che non apportano benefici significativi alla maggior parte dei pazienti ai quali sono prescritti, ma possono, al contrario, esporli a rischi: il primo di questi è la perdita di tempo utile a giungere a una diagnosi precisa e ad una cura adeguata.
Il miglioramento del dialogo e della relazione dei medici e degli altri professionisti con i pazienti e i cittadini passa anche attraverso il rapporto di fiducia che si ripone nella figura sanitaria ma è necessario anche che essi siano sufficientemente formati e informati sull’efficacia delle terapie e delle procedure diagnostiche, sulla base delle più recenti evidenze scientifiche.
La messa a punto del materiale informativo allegato ha quindi, per i cittadini, i pazienti e i professionisti sanitari l’obiettivo di favorire la conoscenza e di promuovere la consapevolezza in merito a scelte terapeutiche e diagnostiche opportune e adeguate.

Consigliamo a tutti i pazienti, quindi, di leggere e condividere diffusamente questo documento, scaricabile cliccando qui.

Buona Lettura a tutti.

Dott. Ft. OMT Antonello Viceconti

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L’osteopatia non è una prestazione sanitaria detraibile: truffe sempre in agguato per i pazienti https://www.fisio2000.it/losteopatia-non-e-una-prestazione-sanitaria-detraibile-le-truffe-sempre-in-agguato-per-i-pazienti https://www.fisio2000.it/losteopatia-non-e-una-prestazione-sanitaria-detraibile-le-truffe-sempre-in-agguato-per-i-pazienti#comments Wed, 27 Jan 2016 11:32:02 +0000 http://www.fisio2000.it/?p=935 L'osteopatia non è ad oggi riconosciuta in Italia come prestazione sanitaria. Alcune considerazioni che ogni paziente dovrebbe sempre fare prima di scegliere da chi farsi curare.

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Sono sempre di più gli italiani che richiedono prestazioni osteopatiche, spesso suggerite anche dai medici: un fenomeno curioso dal momento che l’osteopatia, come altre medicine non convenzionali (l’omeopatia, l’agopuntura ecc…) non avendo trovato alcun riscontro e alcuna conferma scientifica, non è ad oggi riconosciuta in Italia come prestazione sanitaria.
Proprio per questa ragione per i pazienti che usufruiscono di prestazioni osteopatiche non è possibile portare in detrazione le spese sostenute, a meno che ad eseguire i trattamenti non sia un medico o un fisioterapista, quindi dei professionisti sanitari (si rimanda al link in fondo all’articolo per la circolare dell’Agenzia delle Entrate).
Disciplina efficace o meno (ma questo è un altro problema… la questione rimane ancora allo stato attuale controversa in attesa di future scoperte scientifiche) rimane il fatto che deve essere eseguita da un operatore già laureato in medicina o in fisioterapia; viceversa si prefigura il reato di abuso di professione e la prestazione non può essere detratta.
Per cui in guardia cari pazienti: se decidete comunque di rivolgervi ad un osteopata accertatevi sempre che sia in possesso di un titolo di laurea o titolo equivalente e, buona prassi seppur non obbligatoria, che sia iscritto all’AIFi o allo SPIF (le principali associazioni di categoria).
Purtroppo in assenza di un Albo (è triste dirlo ma è bene ricordarlo) bisogna affidarsi alla buona fede del professionista e all’attenzione del paziente nello scegliere in che mani ci si affida.

Detraibilità spese osteopatia

Dott. Ft. OMT Antonello Viceconti

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Detraibilità delle prestazioni sanitarie: via libera a quelle fisioterapiche https://www.fisio2000.it/detraibilita-delle-prestazioni-sanitarie-via-libera-quelle-fisioterapiche https://www.fisio2000.it/detraibilita-delle-prestazioni-sanitarie-via-libera-quelle-fisioterapiche#comments Sun, 22 Nov 2015 20:46:09 +0000 http://www.fisio2000.it/?p=789 Per la la detraibilità della spesa fisioterapica sostenuta durante l'anno è sufficiente la sola parcella del professionista. Non legittima la richiesta di relativa prescrizione medica.

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L’ Associazione Italiana dei Fisioterapisti (A.I.FI.) ha più volte chiarito il quadro normativo in merito alla detraibilità delle prestazioni sanitarie e in particolare di quelle fisioterapiche, citando la circolare 19/E del 1 giugno 2012 – pag. 15, con cui l’ Agenzia delle Entrate ha corretto la posizione adottata nel 2010.
L’ Agenzia stabilisce che all’ Utente è consentita la detraibilità della spesa fisioterapica allegando soltanto la parcella del professionista da cui risulti la prestazione effettuata anche in assenza di prescrizione medica.
Il chiarimento si è reso necessario alla luce di numerose segnalazioni relative a qualche CAF che aveva richiesto anche la prescrizione medica congiuntamente alla fattura: una richiesta da ritenersi dunque non legittima.
L’ Agenzia delle Entrate precisa inoltre la propria posizione in merito alla detraibilità delle prestazioni osteopatiche; nella circolare 11/e del 21/05/2014 – pag. 10, l’ Agenzia risponde al quesito sulla detraibilità delle spese per osteopatia nel modo seguente: “Il Ministero della Salute, interpellato al riguardo, ha precisato che a tutt’oggi la figura dell’ osteopata non è annoverabile fra le figure sanitarie riconosciute, il cui elenco è disponibile sul sito istituzionale del Ministero stesso. Il predetto Dicastero ha precisato, altresì, che, in attesa di un eventuale riconoscimento normativo, le attività che in altri Paesi sono svolte dall’ osteopata afferiscono in Italia alle professioni sanitarie. In considerazione del parere fornito dal Ministero della Salute, si ritiene che le prestazioni rese dagli osteopati non consentano la fruizione della detrazione di cui all’ art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR, e che le spese per prestazioni di osteopatia, riconducibili alle competenze sanitarie previste per le professioni sanitarie riconosciute, sono detraibili se rese da iscritti a dette professioni sanitarie”.
Pertanto è possibile detrarre le spese per l’ osteopatia solo se eseguite da un laureato in Fisioterapia o in Medicina, mentre, lo ricordiamo, spesso gli osteopati sono operatori che non possiedono alcun titolo sanitario (laurea o titolo equipollente) e quindi la ricevuta da essi rilasciata (qualora questo avvenga) non è detraibile ai fini fiscali (la loro prestazione non si può definire prestazione sanitaria).
Prestate quindi molta attenzione a chi vi rivolgete per curare i vostri problemi.

Dott. Ft. OMT Antonello Viceconti

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Troppe prescrizioni: quasi la metà degli esami diagnostici è inappropriata https://www.fisio2000.it/troppe-prescrizioni-quasi-la-meta-degli-esami-diagnostici-e-inappropriata https://www.fisio2000.it/troppe-prescrizioni-quasi-la-meta-degli-esami-diagnostici-e-inappropriata#comments Sat, 01 Aug 2015 09:59:32 +0000 http://www.fisio2000.it/?p=571 Pubblichiamo l'interessante intervista a Nino Cartabellotta, fondatore del GIMBE (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze), diffusa dal quotidiano La Stampa. Dall'articolo emerge che i medici fanno troppe prescrizioni: quasi la metà degli esami esami diagnostici è infatti inappropriata.

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Pubblichiamo l’interessante intervista a Nino Cartabellotta, fondatore del GIMBE (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze), diffusa dal quotidiano La Stampa.
Dai dati presenti nell’articolo emerge chiaramente il problema della cosiddetta “medicina difensiva”, cioè di quell’insieme di pratiche sanitarie diagnostiche o terapeutiche condotte principalmente come tutela delle responsabilità medico legali più che delle reali necessità assistenziali del paziente. Questo aspetto, da solo, non riesce tuttavia a spiegare il perché in Italia si abbiano il maggior numero di risonanze al mondo in relazione alla popolazione e, di conseguenza, anche lunghissime liste d’attesa.
La risposta al quesito è semplice: troppe prescrizioni!
Di esami diagnostici come la risonanza magnetica se ne fanno troppi e inoltre molti sono inappropriati: per la precisione il 40%, ma si può arrivare addirittura all’85% nel caso delle risonanze alla colonna.
L’intervista mette giustamente in guardia da possibili “intrecci” che poco hanno a che fare con la deontologia professionale, come ad esempio professionisti che trattano il paziente in ospedale ma lo sottopongono ad esami diagnostici nel privato. Se una cura o una procedura diagnostica è appropriata o meno lo stabiliscono le evidenze scientifiche ed è sulla base di queste (sempre nel rispetto e in accordo con i valori del paziente e con la specificità del caso) che si dovrebbe decidere se eseguire o meno un esame, più che sulle opinioni, l’esperienza o convinzioni del professionista (e ancor peggio sulle paure del paziente): tutto questo non è “evidence based” quanto piuttosto una medicina “opinion based”.
L’articolo offre interessanti spunti di riflessione; ne riproponiamo uno in questa sede.
Viene da chiedersi quanto a questo processo di spreco non partecipi da vero e proprio protagonista anche (seppur inconsapevolmente o almeno in parte) il paziente, vale a dire quante volte il medico “cada” nella tentazione (forse per non perdere il paziente, e in questo caso c’è più dolo che colpa) di prescrivere l’esame per accontentare il “paziente/cliente” che espressamente lo richiede e per placare le sue paure (a volte infondate).
Ritengo che il paziente vada appropriatamente educato alle buone pratiche terapeutiche e diagnostiche, così come il medico e i sanitari in generale. Questi sprechi fanno molto male alle casse della Sanità Pubblica (quindi alle tasche di ognuno di noi) e causano ritardi nel raggiungimento di una diagnosi corretta e quindi di un trattamento appropriato: insomma è un problema che riguarda tutti!
Buona Lettura.

Dott. Ft. Antonello Viceconti

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